Le grandi perdite economiche e sociali causate dal verificarsi
di eventi sismici hanno incentivato, negli ultimi decenni, gli studi sul
rischio sismico con l'obiettivo di formulare delle strategie per la mitigazione
delle conseguenze di tali eventi.
In termini economici il Rischio
Sismico è definibile come la possibilità di perdita
di proprietà o di funzionalità degli edifici e delle strutture
in genere a causa di un terremoto.
La stima quantitativa del rischio sismico può
essere definita con la seguente relazione:
Rischio Sismico
= Pericolosità Sismica * Vulnerabilità
* Esposizione
La Pericolosità Sismica
è la probabilità che si verifichi in un dato luogo o entro
una data area e entro un certo periodo di tempo di un terremoto capace
di causare danni.
La Vulnerabilità
consiste nella predisposizione da parte di persone, beni o attività
a subire danni o modificazioni a causa del verificarsi di un terremoto.
Tali danni possono indurre alla momentanea riduzione di efficienza da parte
di questi elementi o anche ad una totale irrecuperabilità.
L' Esposizione può
essere definita come la dislocazione, consistenza, qualità e valore
dei beni e delle attività presenti sul territorio che possono essere
influenzate direttamente o indirettamente dall'evento sismico (insediamenti,
edifici, attivita' economiche-produttive, infrastrutture, densità
di popolazione).
Il processo di valutazione del rischio sismico pu essere
sintetizzato graficamente nello schema di Figura 1 in cui vengono messi
in evidenza i contributi, in termini di conoscenze da noi indagate, dei
singoli elementi che intervengono nel processo di stima. Ogni elemento
può essere rappresentato attraverso delle mappe tematiche (carte
di pericolosità, di vulnerabilità e di esposizione) la cui
correlazione porta alla valutazione del rischio sismico (carta del rischio
sismico).
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